
Outdoor Education: l’innovativo approccio della didattica all’aperto
Cosa si intende per outdoor education

L’Outdoor Education, conosciuta da noi come “educazione all’aperto”, può essere considerata all’interno del più ampio concetto di “educazione esperienziale”, ossia una tipologia di approccio alla didattica che pone al centro del processo di apprendimento l’esperienza concreta dello studente, di modo che possa non solo acquisire conoscenze, ma anche sviluppare vere e proprie competenze.
L’Outdoor education include quindi una grande varietà di attività didattiche che vanno da esperienze di tipo percettivo-sensoriale (orto didattico, visite a fattorie, musei, parchi, ecc.) a esperienze basate su attività socio-motorie ed esplorative tipiche dell’Adventure education (orienteering, trekking, vela, ecc.), a progetti scolastici che intrecciano l’apertura al mondo naturale con la tecnologia (coding, robotica, tinkering, ecc.), fino a percorsi educativi profondamente ispirati alla tradizione nordeuropea.
I benefici della didattica all’aperto
Le attività dell’Outdoor Education sono costituite da una molteplicità di aspetti che concorrono a renderla efficace come metodologia didattica. L’educazione all’aperto coinvolge il bambino in modo diverso rispetto alla didattica tradizionale, favorendone lo sviluppo motorio, emotivo e relazionale, oltre ad accrescerne l’autostima, le capacità di scelta e la capacità di problem-solving.
La didattica all’aperto utilizza tutta quella gran varietà di stimoli che vengono forniti ai bambini/ragazzi sia dall’ambiente di apprendimento, collocato in mezzo al verde – inusuale per chi è abituato a una didattica di tipo tradizionale – sia dalla possibilità di modificare in modo radicale le richieste e le proposte didattiche anche attraverso materiali e supporti presenti nell’ambiente naturale.
È evidente come i progetti di Outdoor Education risultino quali approcci stimolanti, coinvolgenti, ma anche utili allo sviluppo dell’individuo e del gruppo classe in cui è inserito.
I principi pedagogici dell’outdoor learning
L’Experiential learning (apprendimento esperienziale) e la Place-based education (pedagogia dei luoghi) possono essere considerati i due principi pedagogici cardine della didattica all’aperto nella scuola dell'infanzia, nella scuola primaria, e nelle scuole medie.
Per quanto riguarda il primo, l’Experiential learning concepisce nell’esperienza cognitiva, emotiva e sensoriale il fulcro intorno al quale ruota il processo di apprendimento. In opposizione alla didattica trasmissiva, l’apprendimento esperienziale pone lo studente, il suo “fare” e il suo “pensare”, al centro del processo di apprendimento e della trasformazione del sapere. Rappresentato attraverso il ciclo di Kolb, l’apprendimento esperienziale viene comunemente descritto attraverso quattro fasi che disegnano il ciclo di “esperienza-riflessione-apprendimento” come un processo continuo radicato nell’esperienza che si attua attraverso l’esperienza concreta, l’osservazione riflessiva, la rappresentazione astratta, la sperimentazione attiva.
Il secondo principio pedagogico, direttamente riconducibile all’Outodoor learning è, come accennato, la Place-based education, che riconosce il valore del luogo e del territorio come fonte primaria di stimoli per l’apprendimento e come spazio privilegiato per un apprendimento personalizzato, autentico, significativo e coinvolgente. Questo approccio, strettamente connesso all’educazione ambientale e all’educazione per uno sviluppo sostenibile è caratterizzato da un approccio pluridisciplinare e ha l’obiettivo di connettere gli studenti con la propria comunità permettendo loro di acquisire competenze per riflettere e affrontare problemi locali contestualizzandoli globalmente.
Quali sono le differenze tra didattica classica e outdoor education?

La riflessione più recente sull’Outdoor Education, in confronto alla didattica classica, pone l’accento su tre elementi: l’apprendimento, l’ambiente e il benessere.
L’apprendimento, nell’Outdoor Education, sviluppa un’educazione svincolata dalle regole e dalle imposizioni della didattica classica per lasciare emergere la naturalità dell’individuo che apprende, imparando direttamente dall’esperienza e divenendo per questo attivo e non più passivo. L’ambiente di apprendimento rimane al centro di tutto, e la normale dicotomia tra docente e studente si attua al di là della struttura scolastica fatta di aule, corridoi, laboratori etc, aprendosi a molteplici campi di esperienza e alla varietà degli ambienti: il ‘fuori’, nell’outdoor education, non rimane soltanto un mero scenario di sfondo per attività didattiche attive, ma ne costituisce un elemento fondante che stimola il docente a una progettazione didattica che tenga conto del contesto.
Al ruolo attivo e partecipato dello studente nella costruzione del proprio percorso di apprendimento, nel progetto di outdoor education si collega il tema del benessere, non solo nel senso ampio e comune del classico “star bene all’aria aperta”, ma anche per la trasmissione del senso di autoefficacia e di autoregolazione determinanti nel percorso di apprendimento. La necessità di collaborare, di far gruppo, spinge lo studente a creare legami coi compagni o a rinsaldare quelli esistenti: l’essere chiamati a contribuire, e il confronto con differenti punti di vista, aiuta la comprensione dell’altro da sé e struttura la socializzazione.
Perché scegliere una scuola all’aperto?

Scegliere una scuola con didattica all’aperto porta diversi vantaggi su vari piani.
- Piano educativo e pedagogico: l’osservazione della natura rende l’Outdoor education un’opportunità per guardare il mondo con gli occhi di uno scienziato, di un antropologo, di uno storico, di un sociologo, favorendo la comprensione dell’interdipendenza tra sistemi ecologici e il rispetto della natura.
- Piano psicologico: gli studenti, imparando a misurarsi con l’inatteso e l’imprevedibile, potenziano la consapevolezza di sé. Le teorie sulla biofilia affermano che si percepisce un senso di benessere e di meraviglia per la scoperta di piante e animali, situazioni non osservate in precedenza e in maniera sistematica.
- Piano sociale e inclusivo: gli studenti imparano a far esperienze nuove, scoprono compagni con cui non erano entrati in contatto prima e si palesano per disposizioni che indoor non potevano essere notate. I vantaggi sono una maggior disposizione alla cooperazione, alla comunicazione e al rispetto della diversità.
- Piano fisico: gli studenti fanno esercizio fisico, si muovono, corrono, si ossigenano.
- Piano organizzativo: l’Outdoor education si collega a un’idea di scuola aperta, connessa a un territorio considerato «contenuto» e «ambiente di apprendimento». Le attività appaiono un’estensione di ciò che avviene dentro l’aula, si basano sull’esperienza diretta, su metodologie laboratoriali e prevedono il coinvolgimento attivo degli studenti.
RIS Roma, scuola internazionale a Roma, ha inserito l'outdoor education tra i pilastri della sua filosofia educativa, mettendo a disposizione di studenti e insegnanti ampi spazi all’aperto dove poter sviluppare accurati programmi di didattica all’aperto.